Digitalizzazione, intelligenza artificiale, cybersecurity, robotica, sostenibilità ed efficientamento energetico: la doppia transizione rappresenta sempre più una leva concreta per rafforzare la competitività delle imprese. Per accompagnare le MPMI del territorio in questo percorso, la Camera di Commercio di Verona – Punto Impresa Digitale (PID) mette a disposizione un nuovo Voucher Doppia Transizione 2026, destinato a sostenere investimenti in tecnologie e soluzioni innovative.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un voucher massimo di 10.000 euro e un investimento minimo richiesto di 4.000 euro, al netto dell’IVA.
Una misura che può quindi rappresentare un’opportunità concreta per le imprese che intendono trasformare l’innovazione digitale e la sostenibilità da obiettivi strategici a investimenti effettivi.
La doppia transizione come leva di competitività
La trasformazione digitale e quella ecologica non sono più percorsi separati. Le tecnologie digitali possono infatti contribuire a rendere i processi produttivi più efficienti, ridurre gli sprechi, monitorare i consumi, migliorare la sicurezza e supportare decisioni aziendali più rapide e consapevoli.
È proprio questa integrazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità il cuore del Voucher Doppia Transizione 2026, che finanzia soluzioni coerenti con la strategia del Piano Nazionale Transizione 5.0.
Per un’impresa, investire nella doppia transizione significa quindi non soltanto acquistare una nuova tecnologia, ma ripensare processi, organizzazione e modalità di lavoro per costruire un sistema aziendale più efficiente, resiliente e competitivo.
Chi può richiedere il voucher
Il bando è rivolto alle Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che abbiano sede legale o un’unità locale attiva nella circoscrizione territoriale della Camera di Commercio di Verona.
Le imprese devono essere regolarmente iscritte al Registro delle Imprese, essere in regola con il DURC e con il pagamento del diritto annuale camerale.
Tra i requisiti previsti rientra inoltre il possesso della polizza assicurativa obbligatoria contro i danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali, prevista dalla normativa vigente.
Sono invece escluse, tra le altre, le imprese che hanno ottenuto il voucher nell’edizione Doppia Transizione 2025 e i soggetti che, al momento dell’erogazione, hanno forniture in essere con la Camera di Commercio di Verona.
Fino a 10.000 euro di contributo
Il voucher copre fino al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 10.000 euro.
L’investimento complessivo deve essere almeno pari a 4.000 euro, considerando le spese ammissibili al netto dell’IVA.
È prevista inoltre una premialità aggiuntiva di 250 euro per le imprese in possesso di rating di legalità e/o certificazione della parità di genere.
Una particolare attenzione va quindi posta non soltanto alla scelta dell’investimento, ma anche alla corretta costruzione del progetto e alla verifica preventiva dei requisiti richiesti dal bando.
Quali investimenti sono finanziati
Il Voucher Doppia Transizione 2026 finanzia un ampio insieme di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di sostenere interventi capaci di incidere concretamente sui processi aziendali.
Tra le spese ammissibili rientrano le soluzioni per la manifattura additiva industriale, compresi hardware, software di modellazione CAD/CAM, simulazione e controllo remoto interconnessi con i sistemi gestionali aziendali.
Un altro ambito centrale è quello della cybersecurity e della business continuity, sempre più strategico per garantire la sicurezza dei dati, la continuità operativa e la resilienza delle imprese.
Il bando sostiene inoltre l’adozione di soluzioni di Intelligenza Artificiale integrate nei processi aziendali, dalla produzione alla logistica fino al marketing, purché conformi all’AI Act europeo.
Sono finanziabili anche le infrastrutture per il calcolo ad alte prestazioni (HPC) e le soluzioni di robotica avanzata e collaborativa, compresi i cobot dotati di sensori avanzati e sistemi di visione artificiale.
Tra gli investimenti ammessi trovano spazio anche i sistemi gestionali integrati, come ERP, MES, PLM e SCM, oltre ai sistemi di tracciamento basati, ad esempio, su RFID e barcode.
Particolarmente interessante è infine l’area dedicata alla sostenibilità energetica e ambientale, che comprende sistemi per il monitoraggio e l’efficientamento dei consumi idrici ed energetici, l’analisi delle emissioni, l’analisi del ciclo di vita (LCA), l’ottenimento di rating ESG e la realizzazione di report di sostenibilità.
Non tutte le tecnologie digitali sono ammesse
Il bando non finanzia indistintamente qualsiasi investimento tecnologico.
Sono infatti escluse le dotazioni IT di base, come PC standard, smartphone, tablet, stampanti non 3D e centralini, così come la realizzazione di siti web, i servizi di pubblicità, SEO e SEM, le spese di trasporto, vitto e alloggio e i servizi finalizzati all’adeguamento a norme di legge.
Diventa quindi fondamentale verificare, prima di programmare l’investimento, la sua effettiva coerenza con gli ambiti tecnologici previsti dal bando.
Le spese ammissibili
Sono considerate ammissibili le spese fatturate dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026.
Al momento della rendicontazione, le spese dovranno essere state integralmente pagate e dovranno risultare quietanzate attraverso transazioni tracciabili.
Questo aspetto rende importante pianificare per tempo gli investimenti, verificando non soltanto la tecnologia da acquistare, ma anche le modalità di realizzazione, pagamento e successiva rendicontazione del progetto.
Domande: attenzione alle scadenze
La procedura di presentazione è esclusivamente telematica attraverso la piattaforma ReStart di InfoCamere, con autenticazione tramite SPID, CNS o CIE.
La fase di compilazione e caricamento della documentazione è stata aperta a partire dalle ore 10.00 dell’8 luglio 2026.
L’invio definitivo della domanda sarà invece possibile dalle ore 9.00 del 15 settembre 2026 alle ore 16.00 del 22 settembre 2026.
Il criterio di assegnazione è particolarmente importante: il bando prevede infatti una procedura valutativa a sportello, basata sull’ordine cronologico di arrivo delle domande.
In caso di parità rispetto al momento di invio, sarà data precedenza ai progetti con un maggiore investimento economico ammesso a contributo.
In altre parole, prepararsi per tempo è fondamentale.
L’autovalutazione digitale è obbligatoria
Tra gli adempimenti previsti dal bando c’è anche l’Autovalutazione Digitale Selfi4.0.
L’impresa dovrà allegare alla domanda il relativo report di autovalutazione della propria maturità digitale, ottenuto gratuitamente attraverso il portale dei PID e con data non antecedente al 1° gennaio 2026.
L’assessment dovrà essere ripetuto anche al termine del progetto, in fase di rendicontazione.
Per i progetti che prevedono un impatto significativo sul fronte della sostenibilità è inoltre previsto, in fase di rendicontazione finale, l’utilizzo del Report SUSTAINability.
La rendicontazione delle spese sostenute dovrà essere presentata sulla piattaforma ReStart entro il 2 marzo 2027.
Dalla tecnologia al progetto
Il valore di un bando come questo non sta soltanto nella possibilità di ottenere un contributo economico. Il vero tema è la capacità dell’impresa di utilizzare l’agevolazione per realizzare un progetto di innovazione coerente con le proprie esigenze.
Intelligenza artificiale, robotica, cybersecurity, sistemi gestionali, analisi dei consumi, ESG e tecnologie per la produzione possono diventare strumenti di competitività quando vengono inseriti all’interno di una strategia precisa.
La sfida, quindi, non è semplicemente introdurre una nuova tecnologia, ma capire quale tecnologia può generare valore per quella specifica impresa, quali processi può migliorare e come integrarla nell’organizzazione aziendale.
Euteknos: trasformare un’opportunità in un progetto
Per le imprese, orientarsi tra requisiti, tecnologie ammissibili, scadenze, documentazione e procedure può essere complesso.
Euteknos accompagna le imprese nella lettura delle opportunità di finanziamento e nella valutazione dei progetti di innovazione, aiutandole a individuare le soluzioni più coerenti con le proprie esigenze di crescita e trasformazione.
Il Voucher Doppia Transizione 2026 della Camera di Commercio di Verona può rappresentare un’opportunità concreta per investire nel futuro dell’impresa, ma è importante arrivare alla presentazione della domanda con un progetto chiaro, verificato e adeguatamente preparato.
Vuoi sapere se la tua impresa può accedere al Voucher Doppia Transizione 2026? Contatta Euteknos per ricevere informazioni sul bando e verificare insieme la possibilità di finanziare il tuo progetto di innovazione digitale e sostenibilità.