Venerdì 18 settembre, all’ex Convento delle Terese dell’Università IUAV di Venezia, Terenzio Zanini, presidente di Euteknos, è intervenuto nell’ambito dell’incontro “Artefatti del vetro e ricerca / Ricerca all’Università IUAV di Venezia”, dedicato al rapporto tra ricerca universitaria e innovazione nel campo del vetro artistico. La presenza di Zanini non è stata legata soltanto al tema specifico dell’incontro, ma si è inserita in un’attività più ampia di disseminazione dei risultati della ricerca prevista nell’ambito della Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) del Veneto. Euteknos, in quanto Rete Innovativa Regionale nell’ambito Cultura e Creatività, è infatti chiamata a contribuire alla diffusione della conoscenza prodotta dai progetti di ricerca e a mettere in evidenza il rapporto tra ricerca, innovazione e sistema produttivo. È proprio questo il tema che Zanini ha portato all’interno dell’appuntamento veneziano: non soltanto raccontare i progetti sviluppati dalla Rete, ma spiegare che cosa accade quando i risultati della ricerca entrano in relazione con le imprese, con le competenze e con i processi della manifattura.

«La ricerca ha valore anche quando riesce a uscire dai confini del progetto nel quale è nata e a diventare conoscenza condivisa. Per una Rete come Euteknos questo significa mettere in relazione i risultati della ricerca con le esigenze delle imprese e creare nuove occasioni di collaborazione», spiega Zanini.

L’intervento a Venezia ha rappresentato quindi un’occasione concreta per comprendere il ruolo che una Rete Innovativa Regionale può svolgere all’interno della S3: fare circolare conoscenze, costruire relazioni e favorire il passaggio dalla ricerca all’applicazione.

 

La S3 e il ruolo delle Reti Innovative Regionali

La Strategia di Specializzazione Intelligente del Veneto individua gli ambiti sui quali concentrare ricerca, innovazione e competenze, mettendo in relazione le capacità presenti nel territorio con le esigenze di sviluppo delle imprese. In questo sistema, le Reti Innovative Regionali favoriscono la collaborazione tra imprese, università, organismi di ricerca e altri soggetti che possono contribuire ai processi di innovazione. Il loro ruolo non si esaurisce nella partecipazione ai progetti. Una parte importante del lavoro riguarda infatti la capacità di creare connessioni, condividere conoscenze e favorire la diffusione dei risultati ottenuti, affinché ciò che viene sviluppato attraverso la ricerca possa essere conosciuto e, quando possibile, utilizzato anche al di fuori del singolo progetto. È in questo quadro che si colloca l’attività di Euteknos.

 

Euteknos nell’ambito Cultura e Creatività

Euteknos opera nell’ambito di specializzazione Cultura e Creatività, concentrando la propria attività sulla manifattura artistica veneta e mettendo in relazione imprese, università, organismi di ricerca, professionisti, associazioni e altri soggetti con competenze complementari. Il lavoro della Rete nasce dall’incontro tra il patrimonio di conoscenze della manifattura artistica veneta e ricerca, innovazione tecnologica, design, formazione e internazionalizzazione. È un rapporto che assume particolare importanza in settori nei quali il valore del prodotto non dipende soltanto dalla tecnologia utilizzata, ma dall’integrazione tra materiali, progettazione, competenze tecniche, cultura del progetto e conoscenza dei processi produttivi.

«Per noi innovazione non significa sostituire ciò che già esiste con qualcosa di nuovo. Significa capire come la ricerca e le nuove tecnologie possano entrare nei processi della manifattura senza disperdere quel patrimonio di competenze che rende riconoscibile il lavoro delle nostre imprese», sottolinea Zanini.

In questa prospettiva, il contributo di Euteknos alla S3 passa anche dalla capacità di accompagnare l’innovazione in un settore nel quale tradizione e ricerca devono necessariamente dialogare.

 

Dalla ricerca alla sua applicazione

Un progetto di ricerca non produce soltanto conoscenze o risultati tecnici. Può modificare un processo produttivo, introdurre nuove competenze, cambiare il modo di progettare un prodotto oppure aprire possibilità che prima non erano disponibili per un’impresa.

Per questo, secondo Euteknos, la disseminazione non può limitarsi a raccontare che cosa è stato fatto.

«Il punto non è soltanto sapere che cosa è stato studiato o quale risultato tecnico è stato raggiunto. Dobbiamo riuscire a capire che cosa quel risultato cambia concretamente: per un’impresa, per un processo produttivo, per le competenze necessarie e, più in generale, per una filiera», spiega Zanini.

Raccontare la ricerca significa quindi anche raccontarne l’impatto, le applicazioni possibili e le relazioni che può generare con il sistema produttivo. È proprio questa la prospettiva con cui Euteknos ha partecipato all’appuntamento dello IUAV: utilizzare un momento di confronto sulla ricerca nel settore del vetro per evidenziare il collegamento tra attività scientifica, innovazione tecnologica e manifattura.

 

Venezia e il vetro artistico: un contesto particolarmente significativo

L’evento organizzato dall’Università IUAV di Venezia ha avuto un significato particolare per Euteknos anche per il tema affrontato. Il vetro artistico rappresenta infatti uno degli ambiti nei quali il rapporto tra patrimonio manifatturiero, progettazione e innovazione tecnologica appare con maggiore evidenza. Da una parte esistono tecniche, conoscenze e competenze costruite attraverso generazioni di lavoro. Dall’altra ci sono nuove tecnologie e nuove metodologie che possono intervenire nei processi di progettazione, prototipazione e produzione.

«Il vetro artistico è un esempio molto chiaro di quanto sia importante mettere in dialogo ricerca e manifattura. Da una parte ci sono tecniche, conoscenze e sensibilità costruite nel tempo; dall’altra ci sono tecnologie che possono aprire nuove possibilità. La ricerca diventa interessante quando riesce a far incontrare queste due dimensioni», ha osservato Zanini nel corso dell’incontro.

La presenza di Euteknos ha permesso così di portare all’interno della discussione anche il punto di vista della Rete e il suo ruolo nel collegare università, ricerca e imprese.

 

Murano 3D: quando la ricerca incontra la produzione

Un esempio concreto di questo approccio è Murano 3D, progetto di formazione (DGR. 231 del 13/03/2024 – Formazione continua) sviluppato nell’ambito di Euteknos e dedicato all’innovazione e alla sostenibilità della filiera del vetro artistico. Il progetto mette in relazione le tecniche tradizionali della produzione muranese con le possibilità offerte dalla fabbricazione additiva, studiando, tra gli altri aspetti, l’utilizzo della stampa 3D per la realizzazione degli stampi. Il tema è particolarmente interessante perché riguarda una produzione caratterizzata da lavorazioni personalizzate, varietà dei manufatti e piccoli lotti. In questo contesto la tecnologia non viene introdotta semplicemente perché disponibile, ma viene valutata in funzione di una specifica esigenza produttiva.

«Murano 3D ci permette di vedere molto bene che cosa intendiamo quando parliamo di ricerca applicata. Non si parte dalla tecnologia per cercare un’applicazione, ma da un’esigenza della produzione e si verifica se una nuova tecnologia può offrire una risposta», sottolinea Zanini.

È un passaggio importante anche per comprendere il valore della ricerca per le imprese. Il risultato non riguarda infatti soltanto una soluzione tecnica, ma può coinvolgere processi, organizzazione, competenze e nuove professionalità.

 

Il compito della Rete: mettere in relazione competenze diverse

È proprio nella costruzione di queste relazioni che si trova una parte significativa del ruolo delle Reti Innovative Regionali. Le imprese conoscono i problemi della produzione, i vincoli economici e le esigenze del mercato. Università e organismi di ricerca portano competenze scientifiche, metodologie e capacità di sperimentazione. Euteknos lavora per mettere queste conoscenze in relazione e orientarle verso obiettivi condivisi. Nella manifattura artistica veneta questo rapporto assume una particolare rilevanza. L’innovazione deve infatti confrontarsi con processi nei quali il saper fare rappresenta una componente essenziale del valore del prodotto. Per questo la domanda non è semplicemente quale nuova tecnologia introdurre, ma come una tecnologia possa integrarsi nei processi esistenti, quali problemi possa contribuire a risolvere e quali nuove possibilità possa aprire.

 

Ricerca, innovazione e competenze

L’innovazione passa anche dalle persone. L’introduzione di tecnologie digitali e di nuovi strumenti per progettare e produrre richiede professionalità capaci di utilizzarli, ma anche di comprenderne il significato all’interno dei processi aziendali. Per Euteknos, quindi, ricerca e innovazione sono strettamente collegate anche alla formazione e allo sviluppo delle competenze. Una tecnologia può offrire nuove possibilità, ma sono le persone a renderne possibile l’utilizzo concreto. Per questo il trasferimento della conoscenza non riguarda soltanto strumenti e risultati tecnici: riguarda anche la capacità del sistema produttivo di acquisire nuove competenze e di trasformarle in valore.

 

Il contributo di Euteknos agli obiettivi della S3

Il rapporto tra Euteknos e la S3 del Veneto passa dunque attraverso ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico, formazione e collaborazione tra imprese e organismi di ricerca. La Rete concentra queste attività sulla manifattura artistica veneta, affrontando temi che vanno dalla qualità della forma alle nuove tecnologie per il design e la produzione, dalla sostenibilità alla comunicazione della manifattura, fino all’internazionalizzazione. I progetti sviluppati dalla Rete rappresentano occasioni concrete per sperimentare queste direttrici. La loro disseminazione consente poi di condividere conoscenze ed esperienze anche oltre i singoli progetti, creando nuove possibilità di confronto e collaborazione. È questo il senso della presenza di Euteknos in appuntamenti come quello organizzato allo IUAV: portare i risultati della ricerca dentro un sistema più ampio di relazioni e renderli comprensibili anche dal punto di vista delle loro possibili ricadute sulla manifattura.

 

La disseminazione non è l’ultimo passaggio

L’incontro del 18 settembre a Venezia ha quindi rappresentato un momento per raccontare non soltanto che cosa è stato ricercato, ma anche perché quella ricerca è stata sviluppata, quali problemi ha affrontato e quali relazioni può generare con il sistema produttivo.

«La disseminazione non dovrebbe essere l’ultimo passaggio di un progetto, quello in cui si racconta semplicemente che cosa è stato fatto. Dovrebbe servire a far circolare quello che abbiamo imparato, perché un risultato di ricerca può diventare il punto di partenza per un’altra impresa, per un’altra sperimentazione o per una nuova collaborazione», conclude Zanini.

In questa prospettiva, la divulgazione dei risultati diventa parte dello stesso processo di innovazione. Condividere risultati, metodologie ed esperienze significa infatti aumentare le conoscenze disponibili nella Rete e creare condizioni favorevoli a nuove collaborazioni tra imprese, università e organismi di ricerca.

 

Dalla ricerca al futuro della manifattura veneta

Il lavoro di Euteknos non si esaurisce quindi nella partecipazione ai progetti di ricerca. Prosegue quando i risultati vengono messi in relazione con le imprese, con le competenze e con i cambiamenti che stanno interessando i diversi settori produttivi. È in questo passaggio che la ricerca può diventare patrimonio condiviso e contribuire all’evoluzione di una filiera. Per Euteknos significa lavorare affinché la manifattura artistica veneta possa affrontare l’innovazione senza perdere il patrimonio di conoscenze che ne costituisce l’identità. Tecnologie digitali, nuovi materiali, progettazione avanzata, sostenibilità e nuove competenze possono diventare strumenti per reinterpretare quel patrimonio, aggiornarlo e aprire nuove possibilità produttive. La S3 offre il quadro strategico nel quale questo processo può svilupparsi. Euteknos contribuisce a renderlo concreto attraverso il lavoro quotidiano di relazione tra ricerca e impresa, università e manifattura, conoscenza e applicazione. 

La partecipazione di Terenzio Zanini all’incontro dello IUAV rappresenta, in questo senso, un esempio concreto di questo ruolo: portare la voce della Rete dentro i luoghi nei quali la ricerca viene sviluppata e, allo stesso tempo, riportare quella ricerca nel sistema delle imprese e delle competenze che Euteknos mette in relazione. Perché un risultato non rimanga confinato al progetto nel quale è nato, deve poter circolare, essere compreso, discusso e, quando possibile, trasformarsi in una nuova esperienza. È anche in questo passaggio che si misura il ruolo di una Rete: collegare persone, competenze e conoscenze affinché la ricerca possa diventare una risorsa condivisa per il sistema produttivo. Euteknos lavora in questo spazio, mettendo in connessione il patrimonio della manifattura artistica veneta con la ricerca e con le tecnologie che stanno trasformando il modo di progettare e produrre. Il rapporto tra tradizione e innovazione, in questa prospettiva, non è una contrapposizione. È un confronto continuo tra ciò che la manifattura ha costruito nel tempo e ciò che la ricerca può rendere possibile. Il compito della Rete è contribuire a creare le condizioni perché questo confronto produca nuove conoscenze, nuove competenze, nuove collaborazioni e nuove possibilità per la manifattura veneta.