di Nicola Previati

Essere circondato da bellezza è quindi una necessità primaria per l’essere umano, nella città, nei luoghi di culto, ma, soprattutto, nel tempio a lui dedicato: il tepore della propria casa. Gli oggetti destinati ai riti quotidiani della condivisione del cibo, dalla rassicurante tazza della colazione al pregiato servizio di piatti con cui si accolgono con decoro gli ospiti nei giorni di festa, sono perciò portatori di valori che esulano la semplice “funzionalità”, come equivocato dalla cultura moderna, rispetto alla quale sarebbero bastati dei semplici gusci di noci di cocco. In un oggetto creato con maestria, prodotto da abili mani, l’apparente “Anonimia” del suo artefice è in realtà la prosecuzione dell’insieme del sapere identitario che nei secoli ha portato alla creazione di quel manufatto.