Abbiamo appena letto con grande interesse l’articolo di Alberto Forchielli e Giulio Salvucci, “L’AI non consiglia il Made in Italy, così perderemo terreno”, pubblicato su “Il sole 24 Ore” e riproposto nel sito personale di uno dei due autori. Condividiamo e riproponiamo in questo testo come Rete Innovativa della Manifattura artistica veneta una questione che anche noi riteniamo particolarmente rilevante per chi come noi di Euteknos lavora sul rapporto tra innovazione, competenze e manifattura.

https://www.albertoforchielli.com/lai-non-consiglia-il-made-in-italy-cosi-perderemo-terreno/

Il punto di partenza degli autori è il cambiamento nelle modalità con cui oggi vengono cercate le informazioni. Per molto tempo la presenza digitale di un’impresa è stata misurata soprattutto attraverso la capacità di essere trovata sui motori di ricerca. Essere presenti online, avere un sito ben posizionato e comparire tra i primi risultati significava avere maggiori possibilità di entrare in contatto con un potenziale cliente.

Con la diffusione degli strumenti di Intelligenza Artificiale generativa questo meccanismo sta progressivamente cambiando. Una persona può oggi formulare una domanda a un assistente AI e ricevere direttamente una sintesi, un confronto o una selezione di aziende, prodotti e competenze, senza necessariamente passare attraverso una lunga sequenza di risultati di ricerca.

Per le imprese che operano sui mercati internazionali, questo cambiamento merita particolare attenzione. Un buyer che non conosce un determinato territorio o comparto produttivo può affidarsi a un sistema di AI per individuare aziende e fornitori. La prima selezione può quindi avvenire all’interno della risposta generata dall’Intelligenza Artificiale, prima ancora che l’utente abbia visitato i siti delle singole imprese.

 

Quello che l’AI sa dipende da ciò che trova

Come evidenziano Forchielli e Salvucci, i sistemi di Intelligenza Artificiale non possiedono una conoscenza diretta delle imprese e delle loro competenze. Elaborano le informazioni presenti nelle fonti disponibili e costruiscono attraverso di esse una rappresentazione di aziende, prodotti, territori e settori.

Questo introduce una questione importante. La qualità di un’impresa e la sua riconoscibilità digitale non coincidono necessariamente.

Un’azienda può avere competenze straordinarie, una lunga esperienza e prodotti di grande valore, ma essere poco presente nelle fonti che i sistemi di AI utilizzano per costruire le proprie risposte. In questo caso esiste una distanza tra ciò che l’impresa realmente rappresenta e ciò che l’ambiente digitale riesce a raccontare di essa.

 

Una questione particolarmente importante per la Manifattura artistica

Per la manifattura artistica questa distanza può essere ancora più significativa. Il valore di molte imprese non è infatti riconducibile soltanto al prodotto finale. È legato alla conoscenza dei materiali, alle tecniche di lavorazione, alla capacità progettuale, alla storia dell’azienda, alla continuità di una tradizione produttiva, alla relazione tra artigianato e design e alla capacità di innovare mantenendo una precisa identità.

Si tratta di elementi che spesso vengono trasmessi attraverso l’esperienza, il rapporto diretto con il cliente e la conoscenza del territorio. Non sempre però sono adeguatamente documentati e rappresentati nell’ambiente digitale.

Per una persona che conosce la manifattura artistica veneta, determinate competenze possono essere immediatamente riconoscibili. Per un sistema che costruisce le proprie risposte sulla base delle informazioni disponibili online invece possono risultare molto meno evidenti.

 

Il patrimonio di conoscenze è parte della competitività

È proprio su questo punto che la riflessione si collega direttamente al lavoro di Euteknos.

Euteknos nasce per mettere in relazione imprese, università, ricerca, formazione e innovazione intorno al patrimonio della manifattura artistica veneta. In questo contesto la trasformazione digitale non può essere interpretata soltanto come introduzione di nuovi strumenti tecnologici nei processi produttivi.

Significa anche lavorare sulla capacità di documentare, organizzare, trasferire e valorizzare le conoscenze che costituiscono una parte fondamentale del patrimonio delle imprese.

Una tecnica produttiva, la conoscenza di un materiale, una particolare soluzione progettuale o un’esperienza maturata in decenni di attività rappresentano infatti un patrimonio che può diventare ancora più importante quando viene adeguatamente documentato e reso accessibile.

 

L’AI come strumento per valorizzare il “saper fare”

Da questo punto di vista, l’Intelligenza Artificiale non deve necessariamente essere vista come una minaccia per la manifattura e per il lavoro qualificato.

Può diventare anche uno strumento per valorizzare ciò che le imprese già possiedono.

Gli strumenti AI possono contribuire a organizzare informazioni, mettere in relazione conoscenze diverse, supportare attività di ricerca e rendere più facilmente consultabile un patrimonio informativo che altrimenti rischia di rimanere disperso tra documenti, archivi e conoscenze individuali.

È una prospettiva che trova un riferimento concreto anche nelle attività di ricerca sviluppate da Euteknos. Il progetto SUNRISE, ad esempio, nasce dall’obiettivo di sviluppare un assistente virtuale capace di accompagnare artigiani e designer, valorizzandone conoscenze, stile e identità.

L’obiettivo non è sostituire il sapere artigiano con la tecnologia, ma utilizzare la tecnologia per contribuire a conservarlo, trasferirlo e renderlo disponibile in forme nuove.

 

Dalla visibilità digitale alla competitività internazionale

La questione sollevata nell’articolo assume quindi una dimensione più ampia rispetto alla semplice comunicazione aziendale.

Se una parte crescente dei potenziali clienti internazionali utilizzerà sistemi di Intelligenza Artificiale per individuare prodotti e fornitori, la capacità di essere correttamente rappresentati all’interno di questi sistemi diventerà progressivamente parte della competitività internazionale.

Questo riguarda in modo particolare le piccole e medie imprese che costituiscono una parte fondamentale del sistema produttivo italiano. Spesso dispongono di competenze molto specializzate ma non hanno le stesse risorse delle grandi aziende per strutturare la propria presenza digitale, produrre contenuti multilingue, curare la documentazione e presidiare in modo continuativo la propria reputazione online.

Il rischio quindi non è soltanto quello di essere meno visibili. È quello di vedere rappresentato il proprio settore attraverso informazioni parziali o attraverso aziende concorrenti che hanno saputo costruire una presenza digitale più facilmente interpretabile.

 

Una sfida che richiede un approccio di sistema

Per questo riteniamo che il tema non possa essere lasciato esclusivamente alle singole imprese.

Le aziende devono sviluppare nuove competenze, ma reti, università, centri di ricerca, associazioni e istituzioni possono contribuire alla diffusione di conoscenze e strumenti che permettano al sistema produttivo di affrontare questa trasformazione.

È una prospettiva coerente con la natura stessa di Euteknos: creare connessioni tra imprese, ricerca, formazione e innovazione per accompagnare la manifattura artistica veneta nei cambiamenti che stanno interessando il mercato.

L’Intelligenza Artificiale rappresenta in questo senso non soltanto una nuova tecnologia da adottare ma un nuovo ambiente nel quale le imprese dovranno imparare a essere presenti.

 

Il Made in Italy deve imparare a raccontarsi anche all’AI

Il Made in Italy possiede un patrimonio di competenze, creatività e cultura produttiva che continua a rappresentare uno dei suoi principali punti di forza. La sfida consiste nel fare in modo che questo patrimonio possa essere riconosciuto anche nei nuovi ambienti digitali.

L’articolo di Forchielli e Salvucci ci sembra importante proprio perché invita a guardare oltre l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale come semplice strumento operativo e a considerare il suo ruolo nella costruzione della percezione dei nostri prodotti e delle nostre imprese sui mercati internazionali.

Per la manifattura artistica veneta questa riflessione significa interrogarsi su come rendere più visibili e accessibili competenze che spesso rappresentano il vero valore distintivo delle imprese.

Non si tratta di affidare all’Intelligenza Artificiale il compito di stabilire cosa sia un’eccellenza italiana. Si tratta di fare in modo che quando un sistema AI cerca informazioni sulla nostra manifattura possa trovare dati, contenuti e conoscenze sufficienti per restituire una rappresentazione il più possibile fedele della sua qualità.

È una nuova dimensione della trasformazione digitale che Euteknos ritiene necessario iniziare ad affrontare già oggi perché la competitività futura della manifattura passerà anche dalla capacità di rendere riconoscibile il proprio sapere, oltre che dal saperlo applicare.