Nel quadro della Legge di Bilancio 2026, per il triennio 2026–2028 viene reintrodotto l’Iperammortamento, uno strumento centrale a supporto degli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0.
Si tratta di una misura che rafforza il legame tra investimento produttivo e vantaggio fiscale, con l’obiettivo di sostenere la competitività del sistema industriale italiano in una fase di profonda evoluzione tecnologica ed energetica.
Un incentivo per tutte le imprese che investono in innovazione
Possono accedere all’agevolazione le imprese di qualsiasi dimensione, indipendentemente dalla forma giuridica.
Restano tuttavia escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa o altre procedure concorsuali, così come i soggetti destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001.
L’accesso al beneficio è inoltre subordinato al rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e alla regolarità contributiva e previdenziale.
Quali investimenti rientrano nell’Iperammortamento
L’agevolazione riguarda innanzitutto i beni materiali e immateriali nuovi inclusi negli elenchi della Legge di Bilancio 2026, purché interconnessi ai sistemi aziendali di gestione della produzione o alla supply chain.
Rientrano inoltre i beni destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, anche in autoconsumo a distanza, inclusi i sistemi di stoccaggio dell’energia.
L’aggiornamento tecnologico degli elenchi amplia in modo significativo il perimetro degli investimenti ammissibili, includendo infrastrutture avanzate come sistemi di calcolo per intelligenza artificiale e simulazione (HPC ed edge computing), reti industriali ad alta velocità come il 5G privato e il TSN, sistemi di cybersecurity OT/IT conformi agli standard IEC 62443, oltre a tecnologie come machine vision avanzata, esoscheletri e impianti HVAC a supporto dei processi produttivi.
Sul fronte dei beni immateriali, il nuovo perimetro si estende a soluzioni di nuova generazione come software basati su intelligenza artificiale generativa, Large Language Models e Agentic AI, piattaforme MLOps, strumenti per la carbon footprint e analisi LCA, sistemi per il Digital Product Passport, ambienti di sviluppo low-code/no-code, soluzioni di digital twin, blockchain e cybersecurity avanzata.
Restano invece esclusi dispositivi generalisti come PC, notebook, tablet, stampanti e infrastrutture IT non integrate nei processi produttivi.
Finestra temporale e regole di effettuazione dell’investimento
La misura è applicabile agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
Ai fini fiscali rileva esclusivamente il momento di effettuazione dell’investimento secondo l’art. 109 del TUIR: per i beni mobili conta la consegna o spedizione (o il successivo trasferimento di proprietà), mentre per il leasing rileva la consegna del bene al locatario.
La struttura del beneficio fiscale
Il vantaggio fiscale si basa su una maggiorazione del costo ammortizzabile, articolata per scaglioni:
La maggiorazione è pari al +180% fino a 2,5 milioni di euro, al +100% tra 2,5 e 10 milioni, e al +50% tra 10 e 20 milioni di euro.
In termini sostanziali, il beneficio può tradursi in un impatto fiscale potenziale fino al 43,2% nelle prime fasce di investimento, assumendo un’aliquota IRES del 24%.
Si tratta di un meccanismo che produce effetti solo in presenza di reddito imponibile, ma che non viene perso in caso di perdita fiscale: la deduzione maggiorata viene infatti riportata agli esercizi successivi.
Il beneficio è inoltre cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee, purché non si sovrappongano sulle stesse quote di costo e nel rispetto del principio del non superamento del costo sostenuto.
Relazione con Transizione 4.0 e 5.0
Il nuovo regime si inserisce in un quadro di coordinamento con le precedenti misure.
Non possono accedere all’Iperammortamento gli investimenti che abbiano già beneficiato del credito d’imposta Transizione 4.0 o 5.0.
Restano invece ammissibili gli investimenti non agevolati, inclusi quelli ordinati nel 2025 ma realizzati nel 2026, così come quelli non prenotati per esaurimento delle risorse.
Modalità operative e piattaforma GSE
L’accesso all’agevolazione avviene tramite comunicazione telematica sulla piattaforma GSE, attraverso modelli standardizzati e la presentazione di certificazioni tecniche relative agli investimenti.
L’operatività della misura sarà definita nel dettaglio da uno o più decreti attuativi dei Ministeri competenti, che stabiliranno procedure, controlli, documentazione richiesta e criteri applicativi, inclusi i vincoli di origine UE/SEE per determinati beni.
Un’opportunità strategica per le imprese
Il nuovo Iperammortamento non rappresenta solo un incentivo fiscale, ma un vero strumento di politica industriale.
Integra innovazione tecnologica, digitalizzazione ed efficienza energetica in un’unica leva, capace di sostenere investimenti ad alto impatto strategico e di accompagnare le imprese nella transizione verso modelli produttivi più evoluti e sostenibili.
Il supporto di Euteknos
Valutare correttamente l’accesso all’Iperammortamento significa comprendere la struttura dell’investimento, la sua classificazione tecnica e la compatibilità con le altre agevolazioni disponibili.
Euteknos affianca le imprese nell’analisi degli investimenti, nella verifica dei requisiti e nella definizione delle strategie più efficaci per massimizzare il beneficio fiscale.
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