RADICI FORTI, VISIONE GLOBALE: EUTEKNOS RACCONTA IL NUOVO MADE IN ITALY

Il 15 aprile 2026, nel grande Salone da Ballo di Villa Pisani a Stra, si è svolta la Giornata Nazionale del Made in Italy, un momento di riflessione e confronto dedicato al valore della manifattura italiana e alla sua capacità di rinnovarsi nel tempo. Inserita nel calendario nazionale per celebrare l’ingegno e la creatività produttiva del Paese, la giornata ha trovato nella Riviera del Brenta uno scenario simbolico, dove storia, arte e impresa si intrecciano in modo naturale.

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Cuore dell’evento è stato il convegno “Radici forti, futuro giovane. Imprese e saperi del Made in Italy”, che nel pomeriggio ha animato Villa Pisani con una sessione particolarmente significativa: “Le imprese raccontano – Storie di Made in Italy che guardano avanti”.

L’iniziativa del 15 aprile, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy insieme a istituzioni, università e associazioni di categoria, ha rappresentato un momento di confronto strategico sul futuro della manifattura italiana.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Federica Franzoso, Direttore dell’Ispettorato territoriale (Casa del Made in Italy) per Friuli-Venezia Giulia e Veneto, impegnata nel rafforzare il legame tra imprese e politiche industriali; Daniele Ferrara, Direttore regionale dei Musei nazionali del Veneto, promotore della valorizzazione del patrimonio culturale come leva di sviluppo; Francesco Trentini, responsabile della tutela e valorizzazione di Villa Pisani, custode di uno dei luoghi simbolo del territorio; Davide Crippa, docente dello IUAV di Venezia, punto di riferimento nel dialogo tra formazione, progetto e industria; Andrea Salmaso, Sindaco di Stra, espressione del legame tra istituzioni locali e tessuto produttivo; e Antonio Santocono, Presidente di Unioncamere del Veneto, rappresentante del sistema camerale e del mondo imprenditoriale regionale. Interventi che hanno sottolineato, da prospettive diverse ma complementari, il valore sistemico del Made in Italy come leva culturale, economica e territoriale.

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Euteknos: la manifattura come racconto contemporaneo

Protagonista della sessione “Le imprese raccontano” è stata euteknos Rete Innovativa Regionale dedicata alla manifattura artistica veneta, che ha portato sul palco esperienze concrete e rappresentative dell’eccellenza produttiva del territorio.

Attraverso le testimonianze di alcune aziende, Euteknos ha messo in luce una visione chiara e attuale del Made in Italy: un sistema capace di coniugare tradizione, innovazione e apertura ai mercati globali, attraversando filiere diverse ma complementari come legno-arredo, marmo, interior design e lavorazione delle pelli.

«Il Made in Italy non è solo un marchio ma un metodo», è emerso con forza dagli interventi, «un equilibrio tra cultura del fare, progettualità e capacità di interpretare il cambiamento, mantenendo sempre forte il legame con il territorio e con le competenze che lo rendono unico».

Le voci delle imprese

Tra gli interventi più significativi, quello di Federica Cestaro, Export Sales di Modenese Luxury Interiors, ha raccontato l’evoluzione di un’azienda storica fondata nel 1818, oggi protagonista nei mercati internazionali del lusso. «Lavoriamo ogni giorno per portare nel mondo non solo un prodotto, ma una visione del vivere italiano», ha spiegato. «La nostra forza è quella di saper coniugare una tradizione artigianale secolare con le esigenze di una clientela contemporanea, sempre più internazionale ed esigente. Ogni progetto è unico, costruito su misura, e rappresenta un equilibrio tra estetica, funzionalità e identità culturale». E ha aggiunto: «Il Made in Italy, per noi, significa qualità assoluta, cura del dettaglio e capacità di interpretare il lusso in modo autentico, senza mai perdere il legame con le nostre radici».

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Federica Cestaro

Di grande impatto anche l’intervento di Giulia Bedin, rappresentante della nuova generazione di Bedin Marmi e & C. SNC, realtà artigiana con oltre cinquant’anni di esperienza nella lavorazione di pietre e marmi. «Ogni materiale che lavoriamo ha una storia, una memoria che va rispettata e valorizzata», ha sottolineato. «Il nostro lavoro consiste proprio nel trasformare questa eredità in qualcosa di contemporaneo, attraverso soluzioni su misura che rispondano alle esigenze di architetti e clienti». Ha poi evidenziato: «Essere una realtà artigiana oggi significa saper unire manualità, tecnologia e ascolto del cliente. È così che le piccole imprese continuano a essere protagoniste del Made in Italy, mantenendo viva una tradizione ma allo stesso tempo innovandola ogni giorno».

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Giulia Bedin

 

 A rappresentare una manifattura evoluta e tecnologicamente avanzata è stato Nicolò Bagagiolo, Direttore Tecnico di Mywood srl, azienda specializzata in arredi custom di alta gamma. «Il nostro approccio parte sempre dal progetto», ha raccontato. «Grazie alla progettazione 3D parametrica possiamo sviluppare soluzioni estremamente complesse e personalizzate, mantenendo però quella qualità artigianale che è il cuore del nostro lavoro». E ha proseguito: «Seguiamo ogni fase del processo, dalla progettazione alla realizzazione fino all’installazione finale. Questo ci permette di garantire un controllo totale e di offrire al cliente un prodotto realmente su misura. Oggi il vero lusso è proprio questo: unicità, precisione e coerenza tra idea e risultato finale».

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Nicolò Bagagiolo

A completare il quadro, l’intervento di Lanfranco Arena, Managing Director di Prodital Leather, storica realtà del distretto conciario di Arzignano. «Negli anni abbiamo trasformato il nostro ruolo», ha spiegato. «Da semplici produttori siamo diventati partner progettuali, lavorando a stretto contatto con architetti e designer per sviluppare soluzioni innovative». Ha quindi evidenziato: «La pelle è un materiale vivo, che richiede competenza, ricerca e sensibilità. Il nostro obiettivo è valorizzarla attraverso processi sostenibili e un alto livello di personalizzazione, portando il Made in Italy nei contesti più diversi, dal residenziale al contract fino alla nautica». E ha concluso: «Innovazione e tradizione non sono in contrasto: è proprio dalla loro integrazione che nasce il valore che ci distingue sui mercati internazionali».

Un sistema che guarda avanti

Dalle testimonianze è emersa un’immagine coerente e dinamica della manifattura artistica veneta: un ecosistema in cui competenze diverse dialogano, generando valore attraverso collaborazione, innovazione e radicamento territoriale.

La partecipazione di Euteknos ha evidenziato come il futuro del Made in Italy passi proprio da questa capacità di fare rete, mettendo in connessione imprese, saperi e nuove generazioni. In un contesto globale sempre più competitivo, la giornata di Villa Pisani ha ribadito con forza che il vero punto di forza italiano non è solo la qualità del prodotto, ma la profondità della cultura produttiva che lo sostiene. Una cultura viva, capace di evolversi senza perdere le proprie radici. Proprio come suggerisce il titolo dell’iniziativa: radici forti, per costruire un futuro davvero giovane.