di Marco Lazzarato

L’Intelligenza Artificiale è uno strumento attivo il cui utilizzo impone una presenza attiva dell’intelligenza naturale. La programmazione di un ordinario utensile informatizzato, per esempio una fresa a controllo numerico, implica a monte la conoscenza della precisa operazione da compiere ed ha come verifica a valle la sua corretta esecuzione. Tutto molto chiaro perché guidato dalla logica del “giusto/sbagliato”. Ma se si è alla ricerca di nuove idee per una linea d’arredo e ci si appoggia ad una piattaforma di I.A., come si fa a capire fra le varie proposte quali sono giuste e quali no?

In ossequio al mito romantico si è soliti riporre una fiducia cieca nella “personalità” di chi ricerca, ipotizzando che il suo gusto personale fornisca tutti gli elementi per poter fare questa scelta in modo consapevole. Ma è effettivamente così? Veramente nel campo della Manifattura Artistica chi usa l’I.A. come ausilio creativo è effettivamente in possesso di tutti i principi deontologici, i paradigmi, le regole e i modelli propri del settore per sapere cosa sta cercando? Dopo la narcosi tecnologica degli ultimi decenni l’Intelligenza Artificiale pone finalmente una questione di principio: al netto delle tecnologie necessarie a produrla, esattamente a che serve la cosa che si sta facendo? Se si tratta di una vite o di un bullone la risposta è semplice, ma di fronte ad una sedia o a un divano risulta evidente che la questione è più complessa di quanto normalmente si creda. 

La Manifattura Artistica opera in un settore che genericamente viene definito dell’”arredo”, il quale, come ogni altro settore produttivo, si articola attorno a propri specifici principi deontologici, cioè a funzioni che deve svolgere e a necessità che deve assolvere. Da questi si declinano dei paradigmi, cioè delle griglie interpretative generali nelle quali incasellare via via i problemi particolari. Da tutto ciò derivano delle regole che guidano e sostengono la parte operativa. Si arriva così ai modelli, cioè ai campioni esemplari che rappresentano lo stato dell’arte rispetto a questo processo. Su questi può essere facilmente “educata” una I.A., perché si tratta di oggetti noti e presenti in rete, ma già il livello superiore delle regole diventa difficile da comunicare ad un simile strumento. I paradigmi e i principi deontologici appartengono invece alla sfera dell’etica, dalla quale deriva l’idea di decoro e diventa difficile immaginare oggi una I.A. che sia in grado di affrontare autonomamente tali questioni se non sono già ben chiare nella mente di chi la interroga