Il lavoro sta cambiando. E le imprese devono cambiare con lui. Per anni abbiamo pensato che fosse lo stipendio il principale fattore di attrazione per i nuovi talenti. Oggi sappiamo che non basta più.

Secondo il State of the Global Workplace Report 2025 di Gallup (https://www.gallup.com/workplace/349484/state-of-the-global-workplace.aspx), in Italia solo l’11% dei lavoratori si dichiara realmente coinvolto nel proprio lavoro, un dato tra i più bassi d’Europa. Ancora più preoccupante è il fatto che appena il 9% affermi di vivere una condizione di benessere sul lavoro. Il risultato? Minore produttività, maggiore turnover e una crescente difficoltà nel trattenere le persone.

Per le imprese questo significa una cosa sola: ripensare il modo in cui si costruisce l’esperienza lavorativa.

 

La Gen Z cerca uno stipendio, ma anche uno scopo

La Generazione Z non mette in secondo piano la retribuzione. Semplicemente, la considera una condizione necessaria, non più sufficiente.

La Deloitte Gen Z & Millennial Survey 2025 (https://www.deloitte.com/gr/en/issues/work/genz-millennial-survey-2025.html) evidenzia che oltre l’85% dei giovani considera fondamentale lavorare per un’organizzazione che condivida i propri valori e che abbia un impatto positivo sulla società. Crescita professionale, benessere, inclusione, sostenibilità e qualità della leadership influenzano sempre di più la scelta di un datore di lavoro.

In altre parole, il lavoro non è più soltanto una fonte di reddito: è un luogo in cui costruire identità, competenze e senso di appartenenza.

 

La manifattura artistica possiede già ciò che molti giovani cercano

Questo cambiamento rappresenta una grande opportunità per la manifattura artistica italiana.

Chi opera in questo settore non realizza semplicemente prodotti: crea manufatti che racchiudono cultura, competenze, creatività e tradizione. Ogni lavorazione racconta una storia e contribuisce a preservare un patrimonio che rende il Made in Italy riconosciuto nel mondo.

Per molti giovani questa dimensione rappresenta un forte elemento di motivazione. Poter vedere il risultato concreto del proprio lavoro, imparare da professionisti esperti e contribuire alla realizzazione di prodotti unici offre un senso di appartenenza che difficilmente altri settori riescono a trasmettere.

Il valore, quindi, esiste già. La vera sfida è comunicarlo.

 

Il ricambio generazionale è una priorità

La questione diventa ancora più urgente osservando i dati sul mercato del lavoro.

Secondo il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, oltre il 47% delle assunzioni previste nel comparto manifatturiero risulta di difficile reperimento, soprattutto per la carenza di competenze tecniche e specialistiche.

Parallelamente, numerose imprese della manifattura e dell’artigianato stanno affrontando il progressivo pensionamento delle figure più esperte, con il rischio concreto di perdere competenze costruite in decenni di esperienza.

Attrarre la Generazione Z, quindi, non significa soltanto coprire posizioni vacanti. Significa garantire continuità al patrimonio di conoscenze che rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi del Made in Italy.

 

Lo scopo deve trasformarsi in esperienza

Naturalmente, dichiarare una mission aziendale non è sufficiente.

Le organizzazioni che riescono ad attrarre e fidelizzare i talenti sono quelle che traducono i propri valori in azioni quotidiane: investono nella formazione, valorizzano le competenze, favoriscono la collaborazione tra generazioni e costruiscono ambienti nei quali ogni persona comprende il proprio contributo al risultato finale.

Le aziende che riescono a dare un significato condiviso al lavoro registrano livelli di coinvolgimento nettamente superiori rispetto a quelle in cui lo scopo rimane solo una dichiarazione d’intenti.

Innovazione significa mettere al centro le persone

Nel settore della manifattura artistica innovazione non significa sostituire il sapere artigiano con la tecnologia.

Significa utilizzare strumenti digitali, nuovi modelli organizzativi e processi più efficienti per valorizzare il capitale umano, favorire il trasferimento delle competenze e rendere le imprese più attrattive per le nuove generazioni.

In Euteknos crediamo che la trasformazione delle aziende passi proprio da qui: dall’incontro tra tradizione e innovazione, tra competenze storiche e nuove professionalità, tra tecnologia e persone.

Perché il futuro della manifattura artistica non dipenderà soltanto dalla qualità dei suoi prodotti, ma dalla capacità di coinvolgere chi quei prodotti li realizzerà domani.